martedì 6 aprile 2010

La Resistenza vissuta: diari bolzanesi

Saranno probabilmente raccolte in un volume le testimonianze dirette dei bolzanesi che hanno scelto di condividere ricordi, emozioni, paure, eroismi, avventure della lotta di Resistenza nelle nostre zone. L'amministrazione comunale, in collaborazione con la Pro Loco, ne ha raccolto e registrato le memorie nel corso di due intensi pomeriggi. Sabato 20 marzo, presso la sala consiliare del municipio, il loro racconto è stato affidato alle voci di Annalisa Pettinaroli e Valentino Mora, in una serata che ha visto restituire alla comunità una parte della sua stessa storia.

Ecco allora dalle parole dei testimoni diretti le vicende dei ribelli e dei repubblichini, degli sfollati e degli ebrei che a Bolzano trovarono rifugio, degli eroi della Liberazione e dei semplici contadini, le vere e proprie battaglie, le razzie, le tragedie di amicizie tradite o di chi «era diventato fascista al momento sbagliato». Ed ancora, l'assassinio dell'ingegner Mario Motta, le fucilazioni sommarie, la prigionia dei militari italiani, costretti dall'armistizio a misurarsi con la contraddizione tra il dovere militare e il senso dell'onore: tra di essi, il contributo scritto di Giuseppe Gattoni, per quarant'anni sindaco del paese.

E poi quel 29 ottobre del '44, quando il rastrellamento, ricostruito lo scorso 27 gennaio grazie al teatro di strada, ci fu realmente: quasi duecento tra camicie nere e tedeschi bloccarono le quattro vie di accesso al paese, radunarono 44 civili passando casa per casa e li tennero in ostaggio nella locale osteria per tre giorni, minacciando la decimazione nel caso di attacco partigiano.

Ad animare la riflessione sulla lotta di liberazione nel novarese e nel Vco, l'emozionante documentario «Ribelli: immagini cinematografiche della guerra partigiana nel novarese», realizzato dall'Istituto storico della resistenza di Novara, oltre alla mostra «Con le armi senza le armi. La Resistenza in Piemonte», a cura della Casa della Resistenza di Fondotoce, a cui si sono aggiunti i materiali realizzati dai ragazzi delle scuole elementari, impegnati in uno stimolante lavoro di ricerca.

Giovanni Cerutti, presidente dell’Anpi di Borgomanero e membro del comitato scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza, ha ripercorso la storia della lotta di liberazione nel novarese. Le formazioni più celebri, gli eroi indimenticati -Filippo Beltrami, Vincenzo Moscatelli, i fratelli Di Dio-, simbolo delle diverse anime del movimento, ma anche, e forse soprattutto, «la straordinaria organizzazione di una rete che, in pianura, sostiene lo sforzo partigiano alimentando tutte le bande, senza ancora una divisione politica, in nome della difesa delle comunità».

Forse ancora sottovalutata dalla storiografia della resistenza, l'esperienza della Repubblica partigiana dell'Ossola, «un'esperienza in cui gli Italiani, per vent'anni asserviti alla dittatura, hanno dimostrato di essere ancora in grado di darsi un governo, di riprendere in mano il proprio destino». Di qui l'attualità di quella esperienza: «la nostra Resistenza ha avuto come primo e fondamentale merito quello di averci ricollegato a un comune patrimonio di valori democratici che si erano cristallizzati nella resistenza al nazifascismo. Così, la resistenza al nazifascismo è stato il fondamento di tutte le costituzioni democratiche che abbiamo oggi in Europa».

E, a proposito di Costituzione, a Bolzano è giunto anche il contributo di un testimone davvero d'eccezione. Si tratta del presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro, che a Bolzano trascorse molte estati della sua infanzia con i genitori. Attraverso una lettera indirizzata al sindaco, Giulio Frattini, Scalfaro esprime «i complimenti per l'iniziativa che si realizza in una località alla quale sono legato da grande affetto e da tanti ricordi. Si tratta indubbiamente di un percorso storico-culturale che tende a richiamare con efficacia l'attenzione su eventi che per il loro carico di eroismo e di dolore debbono sempre rappresentare un monito e un insegnamento, soprattutto per le nuove generazioni. Esprimo perciò a Lei, e a tutto coloro che contribuiscono alla realizzazione delle celebrazioni, il mio più vivo plauso, ed un cordiale saluto, che La prego di estendere alla popolazione di Bolzano, e a tutti gli intervenuti, con rinnovato augurio e con antico affetto alla sua gente e alla vostra terra. Suo e vostro Oscar Luigi Scalfaro».

Davide Valeri

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